Per Carlotta de Bevilacqua e Cristiana Tadei l’impresa familiare non è un’eredità da conservare, ma un progetto umano da rigenerare. Nel dialogo tra la ceo di Artemide e l’azionista del gruppo Teddy emerge il valore del “sogno del fondatore” come visione capace di attraversare le generazioni, trasformandosi in responsabilità sociale, inclusione e senso di comunità. De Bevilacqua richiama l’eredità di Ernesto Gismondi e l’idea di un’“energia” che non serve soltanto a illuminare gli spazi, ma a creare legami umani e progettare il futuro. Tadei racconta invece un’impresa nata per “creare lavoro, dignità e bellezza”, dove il lavoro diventa occasione di realizzazione personale e attenzione ai più fragili. Entrambe insistono su un punto: la famiglia non coincide con i legami di sangue, ma con una comunità di persone unite da valori condivisi. Per questo, figli e parenti non devono avere corsie preferenziali: contano il merito, la serietà e la capacità di custodire il bene comune rappresentato dall’azienda.
Carlotta de Bevilacqua (Artemide) e Cristiana Tadei (Teddy): Il sogno del fondatore vive solo se diventa responsabilità collettiva

Articolo precedente
Piergaetano Marchetti (Bocconi): Nuovi vestiti giuridici per rafforzare le imprese familiari
Articolo successivo
Cipolletta (Aifi): Le imprese devono organizzarsi per affrontate eventi a raffica
Articoli recenti
- Filantropia, boom di investimenti delle aziende italiane: 130 milioni, +25% 29 Settembre 2026
- Buffett (96 anni) passa il comando al figlio (71) e a un manager esterno 18 Settembre 2026
- Il 43% delle imprese familiari ha pronto un piano dettagliato di successione 9 Settembre 2026
- AAA erede cercasi per subentrare in una piccola griffe di moda 17 Agosto 2026
- L’importanza di coltivare le relazioni e di capire cosa avviene nella società 15 Agosto 2026