di Maria Silvia Sacchi
“Patriotic Millionaires UK esiste per cambiare l’attuale sistema economico che sta deludendo tutti. Crediamo che l’estrema ricchezza debba contribuire maggiormente affinché i lavoratori e le persone a basso reddito non siano costretti a raccogliere i cocci di un’economia in rovina”.
Ed è su questo principio che oltre 100 milionari residenti nel Regno Unito, tra cui Gary Lineker, Julia Davies, il musicista Brian Eno, Ian Gregg e Gary Stevenson, hanno firmato una lettera in cui esortano il nuovo primo ministro Andy Burnham a tassare il loro patrimonio.
Nella lettera intitolata “Proud to Pay” (Orgogliosi di pagare) i milionari britannici aderenti al movimento chiedo a Burnham di pagare di più. “Vogliamo che ci tassiate – scrivono -. Possiamo permettercelo. Non stiamo parlando di tasse più alte per chi si alza ogni giorno per lavorare e guadagnarsi da vivere, ma per i più ricchi, il cui reddito deriva dal patrimonio che possiedono”.
L’ex attaccante della nazionale inglese Gary Lineker, che ha firmato la lettera insieme ad altri 120 milionari britannici, ha dichiarato che “il nostro fantastico Paese merita il sostegno di tutti noi. Sono orgoglioso di essere al fianco di tutte le persone del Regno Unito che desiderano vivere in una società più equa. Pagare la propria giusta quota di tasse è un valore fondamentale britannico, ma troppe persone comuni pagano già più di quanto si possano permettere”.
Mentre paga paga troppo poco chi ha tanto. Per questo “il nostro nuovo governo deve aumentare le tasse sui patrimoni più elevati, per una Gran Bretagna più equa, migliore e piena di speranza”.
Il sondaggio
Un sondaggio di Patriotic Millionaires UK dicr che l’88% dei milionari britannici è orgoglioso di vivere nel Regno Unito e l’80% di loro sostiene un’imposta del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline. C’é inoltre un ampio consenso pubblico per l’aumento delle tasse sui più ricchi, con il 75% delle persone favorevoli a una tassa patrimoniale.
Mentre c’è chi lascia per la fine del regime non dom…
Insomma, un quadro ben diverso da quello che ha creato la fuga dal Regno Unito di una folta schiera di super-ricchi dopo la fine del regime “non-dom” (resident non-domiciled). L’ultimo, in ordine di tempo, a prendere la decisione di andarsene è stato Thor Björgólfsson, considerato il primo miliardario d’Islanda, che ha trasferito la propria residenza fiscale in Italia, e ha spostato la sede della sua società di investimento Novator da Londra a Zurigo.
… Si apre una nuova opportunità
Julia Davies, membro di Patriotic Millionaires UK, ha aggiunto nella lettera a Burnham: “Questa è una nuova opportunità per il nostro Paese. Un’occasione per il primo ministro di contribuire a riequilibrare i rapporti di potere, ridurre gli allarmanti livelli di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza che aggravano la crisi del costo della vita e raccogliere le entrate tanto necessarie per i nostri servizi pubblici, migliorando la vita di tutti. Noi milionari siamo pronti a pagare più tasse e sollecitiamo il nostro nuovo primo ministro a cogliere al volo questa opportunità e a tassare la nostra ricchezza”.
L’impatto di una imposta del 2%
Secondo i calcoli di Patriotic Millionaires un’imposta del 2% sulla ricchezza superiore a 10 milioni di sterline potrebbe generare 24 miliardi di sterline all’anno per il Regno Unito, mentre le riforme dell’imposta sulle plusvalenze, incluso l’allineamento con l’imposta sul reddito, potrebbero generare ulteriori 12 miliardi di sterline. Queste sono solo due delle 10 riforme fiscali e delle lacune normative proposte da Patriotic Millionaires UK e Tax Justice UK, che insieme genererebbero oltre 50 miliardi di sterline in un solo anno.
Redistribuire la ricchezza
“Così come si decentralizza il potere politico, bisogna anche distribuire il potere economico – spiegano i firmatari -. L’enorme ricchezza che giace inutilizzata nelle mani di pochi può essere impiegata: per ridurre le disuguaglianze, investire in posti di lavoro sostenibili, rafforzare ospedali, scuole e servizi sociali, sostenere gli imprenditori con le competenze e le infrastrutture di cui hanno bisogno e dare alle piccole imprese accesso a finanziamenti a condizioni vantaggiose. La nostra ricchezza è l’arma segreta del nostro Paese: impegniamoci seriamente a utilizzarla”.
(nella foto, Brian Eno)
