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ARTEMIDE

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Pubblicato il 7 Mag alle 12:52

La storia
Artemide S.p.A. viene fondata nel 1960 da Ernesto Gismondi e ha oggi sede a Pregnana Milanese. Nel tempo si è affermata come uno dei leader mondiali nel settore dell’illuminazione di design, operando in molteplici ambiti applicativi, tra cui residenziale, uffici, retail, hospitality e spazi pubblici.
Fin dalle origini l’azienda si è distinta per la capacità di coniugare innovazione tecnologica, cultura progettuale e collaborazione con architetti e designer di fama internazionale, tra cui Michele De Lucchi, Richard Sapper e Carlo Colombo. Da questa visione nascono prodotti iconici come Tolomeo, Eclisse e Tizio, oggi esposti nei principali musei internazionali come il MoMA di New York. L’azienda ha vinto circa 300 premi, tra cui il Compasso d’Oro (7 volte) e il Good Design Chicago Award (10 volte).
Il modello di innovazione si sta evolvendo verso partnership strutturate con grandi studi internazionali di architettura e ingegneria (quali, ad esempio BIG, Foster e Herzog & de Meuron), configurando Artemide come piattaforma aperta di co-creazione.
La strategia recente evidenzia infatti un equilibrio tra valorizzazione dell’heritage (attraverso la riproposizione di prodotti iconici di Gae Aulenti, Vico Magistretti, Ettore Sottsass ed Ernesto Gismondi) e lo sviluppo di soluzioni fortemente innovative, in grado di rispondere ai nuovi linguaggi del design contemporaneo. Un esempio è il progetto realizzato con con Bjarke Ingels Group: Alphabet of Light, un sistema di luce che garantisce libertà agli architetti nella progettazione degli spazi e della luce.

L’evoluzione del sistema di prodotto
Negli sviluppi più recenti, Artemide tende a concepire la luce non solo come prodotto, ma come vera e propria infrastruttura architettonica, integrata nella progettazione degli spazi e capace di influenzare l’esperienza degli utenti. Un elemento sempre più centrale è l’attenzione al benessere umano, con soluzioni di illuminazione progettate per influenzare positivamente percezione, comfort e qualità della vita.
La sostenibilità viene progressivamente integrata nelle scelte progettuali, attraverso l’utilizzo di materiali innovativi, soluzioni modulari e tecnologie a basso impatto energetico.
Negli sviluppi più recenti emerge inoltre una crescente attenzione alla dimensione esperienziale, in cui la luce diventa strumento per creare ambienti immersivi ed emozionali.

La strategia aziendale
Artemide ha costruito il proprio sviluppo su tre pilastri principali:

  • internazionalizzazione capillare, con una rete globale di distribuzione e showroom monomarca nelle principali città. Il gruppo esporta in oltre 100 Paesi, con una quota di export pari a circa il 76% dei ricavi, ed è presente con showroom monomarca nelle principali città internazionali e con stabilimenti produttivi distribuiti tra Europa e Nord America.

  • integrazione verticale della filiera, con un forte controllo sull’intera filiera produttiva, dall’ideazione alla distribuzione, elemento che rappresenta un importante vantaggio competitivo anche in ottica di sostenibilità.

  • Investimenti in ricerca e sviluppo: Artemide investe circa il 5% del fatturato in ricerca e sviluppo e dispone di numerosi brevetti, collaborando con architetti e designer di fama internazionale.

Le strategie di crescita
La crescita dell’azienda è avvenuta sia per linee interne che attraverso acquisizioni mirate (tra cui Danese Milano e la vetreria VeArt), rafforzando il posizionamento nel segmento premium del design. Per il futuro, l’azienda sta puntando sui mercati in cui è già forte (Italia e Germania) e in quelli con elevato potenziale, come gli Stati Uniti e, soprattutto, l’Arabia Saudita e gli Emirati, dove sta investendo molto in infrastrutture e sta sviluppando nuove tecnologie legate alla luce, anche in relazione a temi emergenti come sostenibilità, benessere e integrazione con l’intelligenza artificiale. Un esempio è lo studio, in collaborazione con Microsoft, sull’analisi della capacità della luce di trasmettere dati.

Le performance
Negli ultimi anni emerge tuttavia una tensione tra stabilità dei ricavi e pressione sulla redditività:

  • Fatturato sostanzialmente stabile (circa 111–113 milioni tra 2022 e 2024)

  • ma marginalità in calo, con ROE in progressivo deterioramento

Tali difficoltà sono legate all’aumento dei costi operativi e a un contesto macroeconomico complesso (elevata volatilità dei prezzi sia delle materie prime che delle fonti energetiche e dagli impatti delle tensioni geopolitiche mediorientali e russo-ucraine), che ha inciso sulla marginalità pur in presenza di un volume di attività sostanzialmente stabile. Nonostante questo, l’azienda ha più volte dichiarato di non voler trovare nuovi partner, né di pensare a una quotazione, anche se in passato l’azienda è andata vicina alla Borsa in almeno un paio di occasioni.

L’assetto familiare e la governance
La proprietà è suddivisa tra Carlotta de Bevilacqua, terza moglie del fondatore Ernesto Gismondi, Valentina e Michele Gismondi (figli di Ernesto, che non ricoprono ruoli operativi in azienda) e Carolina Gismondi de Bevilacqua (figlia di Carlotta ed Ernesto), operativa in azienda da alcuni anni.
L’azienda ha una struttura di governance aperta, in quanto il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque membri, tre familiari e due non familiari (Carlo Maconi, CFO dell’azienda e un professionista esterno). La leadership è saldamente in mano alla famiglia, con il ruolo di Presidente e Amministratrice Delegata del gruppo ricoperto da Carlotta de Bevilacqua. La sua figura rappresenta un elemento chiave di continuità strategica e culturale, avendo accompagnato per oltre trent’anni l’evoluzione dell’impresa. Attualmente è in corso il passaggio alla nuova generazione, con l’ingresso progressivo della figlia Carolina Gismondi de Bevilacqua, che è entrata in azienda nel 2019 e dal 2024 ricopre i ruoli di Consigliera di Amministrazione e Vicepresidente. Il suo percorso formativo, caratterizzato da una laurea in Architettura Civile al Politecnico di Milano e da un diploma presso l’Architectural Association di Londra, evidenzia una preparazione coerente con il core business dell’azienda, fortemente orientato al design e alla progettazione. La governance di Artemide si configura quindi come un modello di impresa familiare evoluta, in cui il controllo resta concentrato nella famiglia, ma si affianca a un’apertura verso competenze esterne e a un passaggio generazionale graduale, volto a garantire continuità e innovazione.

https://www.artemide.com/it/company/identity

https://www.corriere.it/economia/aziende/24_maggio_14/design-niente-borsa-per-artemide-resta-in-famiglia-e-punta-sulla-tecnologia-focus-su-stati-uniti-e-arabia-02d93cc5-d60e-43ab-9fb3-3b73af7c3xlk.shtml

https://shop.mohd.it/it/designers/carolina-gismondi-de-bevilacqua.html

https://www.salvioniarredamenti.it/it/designer/carlotta-de-bevilacqua/

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