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La storia
Italpreziosi viene fondata nel 1984 da Ivana Ciabatti nel distretto orafo di Arezzo, nell’ambito del quale – anche con l’ausilio di macchine tecnologicamente all’avanguardia e di processi chimico-industriali sviluppati in collaborazione con l’Università – viene prodotto oro affinato (oro puro 24 carati). Questo viene venduto al settore orafo che lo trasforma in gioielli o è destinato alla produzione di lingotti da investimento. Nel 1996 viene lanciato www.italpreziosi.it, uno dei primi siti a livello internazionale a trasmettere gratuitamente e in tempo reale i prezzi dei metalli preziosi. Nel tempo, il gruppo è cresciuto fondando e acquisendo diverse società impegnate nel settore minerario come Goldlake IP (2008), Cortez Gold Corp (2013) e Mintata Sas (2018). Italpreziosi inoltre celebra il 40° anniversario con un traguardo significativo: la Società Benefit diventa nel 2024 società B-Corp, entrando a far parte di un gruppo di aziende che guida un movimento globale che si impegna a favore di un paradigma economico inclusivo ed equo.
L’attività
Grazie a tecnologie di ultima generazione ed impianti a impatto prossimo allo 0, oltre alla posizione centrale nella catena del valore, Italpreziosi rappresenta un partner privilegiato per tutti gli operatori che operano nel mercato dei metalli preziosi, offrendo soluzioni complete per miniere, banche, produttori di gioielli, consumatori industriali e privati. Le attività di cui si occupa la società sono: recupero analisi e affinazione di metalli preziosi, realizzazione di prodotti d’oro e d‘argento per banche e industria, servizi a supporto del trading di metalli preziosi, servizi di logistica trasporto e deposito.
La crescita aziendale
Il fatturato della società è stato pari a 3,1 mld di euro nel 2023, mentre il numero di dipendenti impiegati è pari a 84. Le società controllate dal gruppo sono 9 e, come già anticipato, durante la sua storia Italpreziosi ha fondato e acquisito diverse società operanti nel settore minerario e dei metalli preziosi. Tra queste, troviamo la Goldlake IP, che diventerà una delle prime società al mondo a realizzare un progetto di tracciabilità della filiera dell’oro certificato. Nel 2013 viene acquisita una partecipazione in Cortez Gold Corp, un grande impianto di estrazione di oro negli Stati Uniti che sarà poi in parte ceduto al gruppo Starcore International nel 2015. Nel 2019 viene altresì acquisita una quota di partecipazione in Caldas Gold Corp, società colombiana impiegata nell’estrazione dell’oro.
L’assetto familiare e la governance
Ivana Ciabatti detiene il 70% delle quote di Italpreziosi, mentre il restante 30% è in capo alla famiglia Ferrini. Il Consiglio di Amministrazione di Italpreziosi è composto da cinque membri. Ivana Ciabatti, azionista di maggioranza, presiede il CdA e ricopre la carica di CEO; Carlo Ferrini, azionista di minoranza, è Vicepresidente e porta con sé un’esperienza di oltre cinquant’anni nel settore industriale dei metalli preziosi. Tra i membri del CdA figura anche Alice Vanni, figlia di Ivana Ciabatti. Essa detiene il 3% delle quote di Sival Group S.p.A., la holding attraverso cui la famiglia Vanni/Ciabatti controlla la maggioranza di Italpreziosi. All’interno dell’azienda, ricopre il ruolo di Director Sustainability, Climate Change, Nature, Gender Equality e Responsible Sourcing, ambito in cui è specializzata, con particolare focus sulla compliance e sulla sostenibilità delle filiere minerarie. Completano il board due professionisti indipendenti, Filippo Dami e Giuseppe Ferrara, esperti rispettivamente in ambito tributario e societario.