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SOCIAL RESPONSIBILITY

Profit e non profit insieme: il primo manuale per il volontariato in azienda

In Italia solo il 5% delle aziende con più di 50 dipendenti sviluppa iniziative nelle comunità, contro quasi il 20% a livello internazionale. I suggerimenti in un volume Egea Bocconi
Filantropia, News, Libri
Pubblicato il 9 Ottobre 2024

In Italia il fenomeno è tutto da scoprire, anche se la sensibilità diffusa verso il tema della solidarietà è incoraggiante: solo il 5% delle imprese con più di 50 dipendenti sviluppa iniziative di volontariato aziendale contro quasi il 20% a livello internazionale. Una attività che è stata rallentata oggettivamente dalle chiusure del Covid, tanto che ancora non è stata raggiunta la partecipazione pre-epidemia. Ma che ora può riprendere a crescere, come stanno facendo diverse branch di multinazionali in Italia, considerate pioniere di questa tendenza. Così è Il momento giusto per fare il punto e realizzare un manuale che aiuti ad affrontare iniziative con il duplice vantaggio di contribuire al miglioramento dell’ambiente dove vive l’azienda e di consolidare lo spirito aziendale.

Per raccontare il fenomeno nelle sue varie declinazioni e per fornire indicazioni pratiche su come avviare collaborazioni virtuose, impegnando i dipendenti a beneficio della società, arriva il saggio di Patrizia Giorgio, Laura Guardini e Renata Villa: Il volontariato aziendale (152 pagine, 20 euro).
Il volume, mandato in libreria da Egea (la casa editrice dell’Università Bocconi), nasce dalle esperienze maturate dalle autrici in contesti molto diversi ma che si sono scoperti complementari: profit, non profit e il laboratorio che favorisce il dialogo fra i due mondi. L’obiettivo prioritario del testo, infatti, è di far comprendere che un progetto di volontariato aziendale è efficace solo se viene pensato, pianificato e promosso attraverso una partnership in cui impresa e organizzazione non profit sono sullo stesso piano, in un rapporto paritario, simmetrico e di reciprocità.
Analizzando l’ultimo report di Cecp (Chief executives for corporate purpose), che ha preso in considerazione un campione di imprese a livello internazionale, si scopre che la percentuale media di dipendenti che hanno fatto almeno un’ora di volontariato aziendale nel 2022 è stata del 19,8%, in aumento di circa il 3% rispetto al dato del 2021. Si tratta di un incremento del fenomeno ancora limitato. I progetti di volontariato aziendale si stanno lentamente riaffermando nel mondo produttivo e quindi ne soffre anche la partecipazione dei dipendenti che non è ancora tornata al tasso pre-pandemia del 29% nel 2019. Solo in alcuni settori come quello energetico, finanziario e nei servizi di pubblica utilità la crescita della partecipazione è più sostenuta.
E l’Italia? Il volontariato aziendale è ancora una pratica in fase di sviluppo. Le aziende più attive sono principalmente le sedi italiane di multinazionali estere.
Una ricerca sviluppata da Fondazione Terzjus nel 2023 grazie alla collaborazione con l’ufficio studi di Unioncamere ha rilevato che a livello nazionale solo il 5% delle imprese che impiegano almeno 50 dipendenti sviluppa iniziative di volontariato aziendale, e di queste il 39,4% si orienta verso il volontariato di competenza. In generale la ricerca evidenzia come il volontariato non sembri essere un fenomeno residuale nel tessuto economico del Paese, dal momento che coinvolge direttamente circa un terzo delle imprese medio-grandi (31%), le quali già consentono (o pensano di farlo a breve) ai lavoratori e ai manager di impegnarsi nel sociale.
Le opportunità di crescita, insomma, non mancano e il libro di di Giorgio, Guardini e Villa punta a offrire una bussola per chiunque (che si tratti di un’azienda, un ente del terzo settore o un semplice cittadino) sia interessato a percorrere questa strada. A un taglio analitico attento alle origini e all’evoluzione del volontariato aziendale, il volume affianca un orientamento pratico che non trascura le differenze tra grandi e piccole imprese, i risvolti normativi e assicurativi, l’importanza dei feedback e alcuni Kpi (Key performance Indicator, un indicatore chiave di prestazione, un valore misurabile che dimostra l’efficacia con cui un’azienda sta raggiungendo gli obiettivi aziendali principali) che possono entrare nella rendicontazione di sostenibilità.
«Dopo oltre dieci anni di volontariato aziendale, sia a livello di studio e ricerca, sia attraverso esperienze dirette sul campo, anche in momenti complicati, abbiamo sviluppato una nostra sensibilità personale e una visione delle ampie prospettive offerte da questa attività», scrivono le autrici. «È nata così l’idea di realizzare questo libro, che si propone di presentare la complessità di un fenomeno oggi in grande e positiva espansione e di offrire spunti, riferimenti legislativi e qualche indicazione pratica a grandi e piccole realta che vogliano sperimentare nuove forme di collaborazione e condivisione».
«È infatti attraverso il lavoro in comune e il confronto continuo che il volontariato aziendale si trasforma in occasione di crescita e sviluppo per tutti gli attori che ne sono protagonisti: aziende, dipendenti, organizzazioni non profit, comunità e territori», concludono le autrici, «Con queste premesse il volontariato aziendale è un’attività di successo dalla quale tutte le parti coinvolte traggono beneficio: in inglese si direbbe un progetto win-win, ma qui, a ben vedere, i protagonisti sono più di due, e, in un momento di creatività, ispirate anche dalla matematica, ci è piaciuto pensare in grande e definire il volontariato aziendale un progetto winn».

 

LE AUTRICI

Patrizia Giorgio, laureata in economia aziendale e da sempre appassionata di sostenibilità sociale, lavora in Fondazione Sodalitas dal 2005, con un ruolo focalizzato sui temi di diversity & inclusion (è referente per l’Italia nell’Eu Platform of diversity charters della Commissione europea) e community partnership. Dal 2015 guida i programmi di volontariato aziendale per le imprese socie.
Laura Guardini, giornalista professionista, dal 1986 al 2015 è stata cronista al Corriere della Sera. Dal 2016 segue diversi progetti di volontariato con l’Associazione Quartieri tranquilli. Collabora con il mensile Il Sud Milano e fa parte dell’Associazione Amici della nave di San Vittore.
Renata Villa, dopo la laurea in Fisica dell’atmosfera e dieci anni dedicati alla ricerca sull’ambiente e il clima, ha conseguito il master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste. Per oltre 25 anni si è occupata di progetti di sostenibilità nel gruppo Enel. È da sempre attiva nel mondo non profit come volontaria.

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