di Redazione
“Innovation began with you”. Ovvero con Giuseppe Crippa, il fondatore di Technoprobe, tra i più importanti gruppi della tecnologia mondiale, morto a 90 anni nella notte di sabato 5 luglio.
Un uomo dalla storia incredibile. Una persona molto amata.
Dopo una vita lavorativa da manager, al momento di andare in pensione usò la liquidazione per seguire quella che era sempre stata la sua passione: essere anche un imprenditore.
“Per la sua intera carriera – racconta infatti il suo profilo ufficiale – Giuseppe Crippa ha convissuto con un forte desiderio di aprire una propria attività e dare sfogo al suo estro tecnico e imprenditoriale. È solo l’amore per il suo lavoro a frenarlo e portarlo a posticipare fino agli ultimi anni prima della pensione l’inizio di un’attività propria”.
Nasce così quello che è definito “Un angolo di Silicon Valley alle porte di Milano”: Technoproble è infatti il primo produttore mondiale di probe cards – dispositivi altamente tecnologici che consentono di testare il funzionamento dei chip durante il loro processo di costruzione – e fornisce schede a giganti della tecnologia come Apple, Qualcomm, Samsung e Nvidia, e a produttori di semiconduttori come Amd, Intel e Tsmc.
“Era una persona molto creativa” – raccontò a Forbes Stefani Felici, amministratore delegato di Technoprobe e nipote di Crippa -. Per riparare una probe card dovevi mandarla in America. Ci volevano due settimane. Allora Giuseppe ideò un processo per produrle nella sua cucina”.
Gli esordi
Nato a Robbiate il 5 maggio 1935, dopo una breve esperienza lavorativa in Breda, Giuseppe Crippa entra nel 1960 in Sgs-Atea, l’azienda che prenderà poi il nome di StMicroelettronics. Con Sgs si avvicina al mondo dei microchip. L’azienda lo manda, tra l’altro, nella Silicon Valley per studiare e portare in Italia la tecnologia dei semiconduttori. Sarà lui a creare una delle prima produzioni italiane ed europee di transistor al silicio.
Per Sgs poi StMicroelettronics lavora per più di 30 anni fino alla pensione nel 1995, ricoprendo negli anni importanti ruoli a livello worldwide nell’ambito della produzione, dei processi e della qualità.
Poco prima di andare in pensione inizia a dare forma al suo progetto imprenditoriale. Nel 1993, dopo alcuni anni di prove ed esperimenti, che insieme al figlio primogenito Cristiano (seguono Roberto e Monica) e con l’aiuto amministrativo della moglie Mariarosa Lavelli, riesce a dare forma nel garage e soffitta di casa a Merate, in provincia di Lecco, a una vera attività per la produzione di probe card.
La nascita di Technoprobe
Nel 1995 arriva la pensione e lui si può dedicare a tempo pieno alla sua nuova attività: “Technoprobe”, con sede a Cernusco Lombardone, viene ufficialmente costituita nel 1996.
“Da quel momento Giuseppe è stato l’anima dell’azienda; con la sua vulcanica mente tecnologica è stato mosso dalla visione di riuscire a dare vita ad un’azienda di alta tecnologia in Italia – dice la biografia ufficiale -. La sua ricerca maniacale per la perfezione e correzione di ogni difetto, al fine di una piena soddisfazione di ogni richiesta del cliente, ha dato un’impronta indelebile allo spirito e alle strategie di Technoprobe.
Il suo spessore umano è stato riferimento e guida per tutti i dipendenti in azienda”. Per scelta e visione della famiglia Crippa, Technoprobe ha sempre voluto tenere il cuore della sua progettazione e produzione nel territorio dove è nata e ha mosso i primi passi, a Cernusco Lombardone, nel meratese.
La presenza oggi
In meno di trent’anni arriva a essere presente in 3 continenti e 10 nazioni, con 23 sedi legali nel mondo, con circa 3300 dipendenti a livello consolidato (dei quali circa 1700 in Italia), 4 centri di ricerca e oltre 600 brevetti certificati.
Il fondatore resta amministratore delegato fino al 2017, poi passa la mano e resta presidente onorario. Oggi i figli Cristiano e Roberto sono, rispettivamente, presidente e vice presidente, Felici amministratore delegato.
A febbraio 2022 l’azienda si quota in Borsa, prima all’Euronext Growth Milan, dedicato alle pmi ad alto potenziale di crescita, un anno più tardi passa all’Euronext Milan. La quotazione porta la famiglia Crippa nella lista dei miliardari di Forbes.
Il manifesto
L’azienda ha un “manifesto” che contiene i suoi valori, tra i quali trovano posto parole come “onestà”, “responsabilità dell’impresa”, “dignità”, “concorrenza leale”, “sicurezza”, “conformità alle leggi”.
Famiglia molto riservata, ha sempre avuto una vocazione al sociale e senso di gratitudine verso il territorio nel quale ha fatto fortuna Giuseppe Crippa. Nel maggio 2023 è nata Fondazione Mariarosa e Giuseppe Crippa “per dare impulso, coordinamento ed efficacia alle attività filantropiche e alle politiche di inclusione, solidarietà sociale e attenzione al territorio di Technoprobe e della famiglia Crippa che l’ha fondata e ancora la dirige”.
La missione della Fondazione è e continuerà a essere a servizio delle comunità attraverso interventi concreti negli ambiti che più gli stanno a cuore quali l’educazione, istruzione e formazione professionale, l’inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di persone svantaggiate, la lotta alla dispersione scolastica e il contrasto alla povertà educativa, il potenziamento dei servizi socio sanitari e altro.
Il cordoglio della società
“Technoprobe si unisce con profonda commozione al dolore per la scomparsa del suo fondatore e presidente onorario, Giuseppe Crippa. Nel dolore per la perdita vogliamo però celebrare una vita pienamente realizzata.
Giuseppe era un uomo pervaso da una inesauribile passione per la tecnologia e l’innovazione, da un’eccezionale visione imprenditoriale e da un profondo rispetto e amore per le persone. Figura straordinaria sotto ogni profilo – umano, professionale e di impegno sociale – ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’azienda, nel territorio in cui ha vissuto e operato, nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto.
A tutti noi che abbiamo lavorato con lui, seguendo la sua visione, restano gli insegnamenti e i suggerimenti nel confronto quotidiano, frutto di quella rara capacità che poche persone hanno di sapersi dare a tutti, dal più giovane appena arrivato al manager più esperto. Restano i ricordi degli incontri in reparto, della disponibilità in ogni momento, di quell’umanità profonda che riesce a superare la professione, i ruoli, le gerarchie.
Siamo stati fortunati ad averlo. Technoprobe quindi si ferma per 24 ore, in Italia come in tutte le sue sedi. Chiude e si ferma per celebrarlo e ricordarlo.Lo ricordiamo con immensa gratitudine e affetto, consapevoli che senza la sua visione, la sua passione e la sua umanità, Technoprobe non sarebbe ciò che è.
Ci stringiamo a Mariarosa, Monica, Cristiano, Roberto, Stefano, a tutti i nipoti e la famiglia intera in questo momento di dolore, rinnovando l’impegno a custodire e portare avanti il suo straordinario esempio. Se sapremo restare fedeli al suo insegnamento e alla sua figura Technoprobe continuerà ad essere un’azienda unica. È questa una nuova sfida per tutti noi. Ciao Peppino. Grazie”.
