Alberto Giovanni Aleotti, azionista Menarini, ha raccontato del rapporto con la sorella Lucia nel ruolo di azionisti attivi nell’azienda di famiglia. “Abbiamo subito compreso che l’interesse dell’azienda dovesse prevalere sulle ambizioni personali. Affetto e comprensione hanno fatto il resto. Affrontare insieme, in due, delle situazioni complicate ci ha aiutato moltissimo. Nostro padre ci ha insegnato l’importanza del merito: tra noi non c’è mai stata la sorella femmina e il fratello maschio. “. E ha aggiunto: “La decisione di avere un presidente e un ad esterno è nata gradualmente con la crescita dell’azienda: nel 2011 avevamo 13 mila dipendenti e un fatturato di 3 miliardi; oggi abbiamo 18 mila dipen denti e un fatturato di quasi 5 miliardi. Quindi avevamo bisogno di cambiare per crescere ma anche di dimostrare a un ad che eravamo sì un’azienda familiare ma disposta a dare spazio a un manager esterno. Nel tempo abbiamo imparato a lavorare insieme”.
“Non distribuiamo utile: una decisione presa da mio padre per il bene dell’azienda, tutto deve essere reinvestito nell’azienda”.
E come è sua sorella? “Lucia è molto brava, ha sempre nuove idee. Certo, è anche un carro armato, un centroavanti di sfondamento!”.
Alberto Aleotti: “L’azienda viene prima di ogni aspirazione personale”

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