L’educazione come ascensore sociale, il merito come criterio assoluto e l’innovazione come condizione necessaria per crescere: nell’intervento di Andrea Sironi emerge la visione di una Bocconi sempre più internazionale e orientata al lungo termine. Il presidente dell’università ricorda come ogni anno l’ateneo investa oltre 50 milioni di euro in agevolazioni, con uno studente su tre sostenuto da borse o esoneri, perché l’accesso non deve dipendere dal reddito familiare ma dal talento. Talento che, sottolinea Sironi, non si riconosce solo nelle competenze tecniche, ma anche in curiosità, umiltà, capacità di ascolto, resilienza ed empatia. Centrale anche il Piano 2026-2030, costruito attorno a tre grandi trend: demografia, clima e tecnologia. L’intelligenza artificiale sarà un pilastro sia nella ricerca sia nella didattica, grazie anche alla partnership con OpenAI. Sironi indica inoltre nelle imprese familiari un punto di forza spesso sottovalutato: la capacità di ragionare nel lungo periodo e garantire continuità strategica. Ma avverte: «in un contesto globale instabile non basta amministrare l’esistente, bisogna continuare a innovare per anticipare il cambiamento.
Andrea Sironi (Bocconi): Il vero rischio per chi guida un’impresa è sedersi e non reinventarsi

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