Il ceo di Berlucchi racconta che lui e i fratelli non hanno ereditato l’azienda di famiglia, ma l’hanno acquistata dal padre attraverso un’operazione sostenuta dal debito. Una scelta che, col tempo, si è rivelata importante perché li ha costretti a prendere piena consapevolezza delle responsabilità e delle difficoltà imprenditoriali. Poco dopo l’acquisizione, una gelata primaverile distrusse il 70% dei vigneti, imponendo subito un confronto diretto con i rischi legati alla natura e al territorio. Da quell’esperienza è nato un nuovo approccio fondato sulla sostenibilità, che dal 2004 guida l’azienda attraverso pratiche di agricoltura rigenerativa e tecniche tradizionali come il sovescio, utili a migliorare biodiversità e qualità del terreno.
Arturo Ziliani: L’eredità che abbiamo ricevuto è stato il territorio, non l’azienda

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