Dopo sedici anni costruiti lontano dall’azienda di famiglia, tra wellness, insegnamento universitario e studi in Scienze Motorie, Daria Illy ha scelto di rimettersi in gioco lontano dall’Italia, in Oman, dove oggi osserva il mondo del family business da una prospettiva nuova. Un’esperienza nata quasi “per amore”, racconta, e diventata un cambio radicale di sguardo: «Mi sono spogliata di tutto». Nel suo intervento Illy riflette sul bisogno, per chi appartiene a una famiglia imprenditoriale, di conquistare una propria identità personale e professionale, senza sentirsi “speciale” solo per il cognome che porta. Al centro anche il tema dei conflitti familiari nelle imprese: una competizione spesso silenziosa, che secondo Illy non riguarda tanto i giovani quanto le generazioni precedenti e che può distruggere governance, visione e rapporti umani. Temi che affronta anche nel libro a cui sta lavorando, ambientato nel mondo della moda e ispirato a storie vere di successioni, alleanze e fratture familiari. Dall’Oman, Paese che definisce «umanamente straordinario», Illy osserva infine un’Italia «affaticata e confusa», invitando le nuove generazioni a partire dall’umiltà, dall’ascolto e dalla cura concreta del capitale umano
Daria Illy: Nelle aziende di famiglia il conflitto più pericoloso nasce dalla competizione

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