Quotidiano online sulle imprese familiari fondato e diretto da Maria Silvia Sacchi*
  • Home
  • Forum 2025
    • Visite in azienda 2025
    • Video Plenaria 2025
    • Programma 2025
    • Workshop 2025
    • Plenaria 2025
    • Protagonistә 2025
    • Rassegna stampa 2025
    • Foto 2025
    • Interviste 2025
  • News
    • News
    • Analisi
    • Storie
    • Appuntamenti
    • Rassegna stampa
  • Videonews
    • Interviste 2024
    • Video 2024
    • Visite in azienda 2024
    • Interviste 2023
    • Video 2023
    • Visite in azienda 2023
    • Interviste 2022
    • Visite in azienda 2022
  • Libri
  • Filantropia
  • Edizioni precedenti
    • Forum 2024
      • Video Plenaria 2024
      • Workshop 2024
      • Plenaria 2024
      • Protagonistә 2024
      • Programma 2024
      • Interviste 2024
      • Visite in azienda 2024
      • Foto 2024
    • Forum 2023
      • Interviste 2023
      • Visite in azienda 2023
      • Workshop 2023
      • Notizie
      • Programma
      • Protagonistә
      • Foto 2023
    • Forum 2022
      • Programma
      • Video
      • Protagonistә
      • Workshop 2022
      • Visite in azienda 2022
  • Chi siamo
Analisi

Bernard Arnault e gli equilibri in famiglia

A che punto è il passaggio generazionale nel maggior gruppo del lusso al mondo. Il fondatore punta a restare alla guida fino agli 85 anni, spostando in avanti l'età per la seconda volta
News
Pubblicato il 14 Marzo 2025

Qualche giorno fa, commentando su Linkedin un articolo su Prada-Versace, qualcuno sottolineava, in senso negativo, la scelta di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada di individuare nel figlio Lorenzo il successore (scelta che, invece, va letta in modo positivo non solo per le capacità di Lorenzo Bertelli, ma per la chiarezza con cui è stata fatta). E facevano il paragone con Bernard Arnault e la grande scuola manageriale di Lumh., sostenendo che
Lumh dice di essere un’azienda familiare ma lo usa come fattore di comunicazione.
Bene, la nomina di Frédéric Arnault alla guida di Loro Piana dimostra che in Italia come in Francia, e come in gran parte del mondo, le logiche non cambiano. E che anche Lvmh – che, beninteso, ha una grande scuola manageriale – la successione familiare è il tema principale che un’azienda deve affrontare. Anzi, nel colosso francese, a nostro avviso, è il più grande punto interrogativo.

Cambi continui
Da circa tre anni, da quando il processo di avvicendamento dei figli Arnault nel gruppo è partito (ma Arnault vi sta lavorando da una quindicina d’anni), sia a livello azionario che a livello responsabilità manageriali, si sta assistendo a continui cambi e spostamenti, strutture che vengono montate e smontate in pochi mesi (soprattutto in alcune parti del gruppo). Quando il 21 marzo di un anno fa fu annunciata l’uscita di Toni Belloni da direttore generale di Lumh (mantiene la presidenza dell’Italia), era sembrato il segno che tutto il processo di passaggio generazionale si fosse incanalato nel verso giusto. Evidentemente la situazione non è ancora così stabile. Tanto che lo stesso fondatore punta a restare alla guida di Lvmh fino a 85 anni. È la seconda volta che Bernard Arnault sposta in avanti la data della sua uscita.
D’altra parte, lo stesso fondatore ha detto di non aver ancora preso una decisione su un solo successore.
Anche se al momento Frédéric Arnault sembra avere un posto particolare nei pensieri del padre, visto che è anche managing director di Financiere Agache.

Come ceo di Loro Piana, il quartogenito di Arnault risponderà a Belloni, che continua dunque ad avere il compito di allenare la nuova generazione Arnault a raggiungere la maturità manageriale.

Punti aperti
Con il riassetto annunciato il 12 marzo restano al momento aperti questi fronti: 1) Louis Vuitton: qual è il significato di aver nominato un vice ceo a fianco di Pietro Beccari e con una serie di deleghe importanti comunicazione compresa? 2) Fendi: nell’anno del suo centenario, la maison è attualmente è senza un ceo, visto che Angeloglou (che aveva sostituito un anno fa Serge Brunschwig) è stato nominato ieri sera vice ceo di Dior. Fendi è anche in attesa del nuovo designer (si dice a breve arrivi Maria Grazia Chiuri) 3) Dior: solo un anno fa era stata nominata – inizialmente definendola co-ceo –
Benedetta Petruzzo proveniente da Miu Miu, dove era ceo. leri però è stato nominato un vice ceo anche in Dior, appunto l’ex ceo di Fendi.

Quanti vice-ceo!
Un ultimo punto: il proliferare dei vice ceo.
Nel mondo della moda sta prendendo sempre più piede questa nuova figura del vice-ceo i cui contorni e il cui peso all’interno delle organizzazioni sono ancora tutti da valutare. Servono a suddividere responsabilità che sono divenute troppo grandi viste le dimensioni dei marchi e la sempre maggior complessità dei mercati? O sono la preparazione della staffetta come è stato in Gucci dove il deputy ceo è diventato ceo? Ci sarà da ragionare

(Bernard Arnault in una foto da Shutterstock)

Articolo precedente
L’intelligenza artificiale è un’occasione per ripensare le organizzazioni aziendali
Articolo successivo
Brave actions for a better world, via al nuovo bando

Articoli recenti

  • Buffet entra nel New York Times dopo aver ridotto le partecipazioni in Amazon 19 Febbraio 2026
  • Addio a Maria Franca Ferrero 12 Febbraio 2026
  • Le grandi fortune scommettono su una priorità: l’intelligenza artificiale 9 Febbraio 2026
  • Al Super Bowl la nuova Ferrero, con Nutella Peanut e i cereali Kellogg’s 7 Febbraio 2026
  • Eredi Chanel: cercasi nuovo responsabile del family office 27 Gennaio 2026
info@familybusinessforum.net

P.IVA 11930240962

Privacy Policy

Credits

Menù

  • News
  • Chi siamo
  • Programma
  • Protagonistә

*Testata giornalistica
registrata dal Tribunale di Milano
(Num. R.G. 3359/2023)

Media partner