La produzione normativa è ampia, la sensibilizzazione sociale si sta diffondendo, ma non siamo ancora alla svolta contro la violenza sulle donne. Anche nei minorenni tende a predominare una cultura machista, patriarcale. Siamo tornati ai tempi dell’”Uomo che non deve chiedere mai”. Sui social si moltiplicano comunicazioni forti. Alcune canzoni di rapper incitano allo stupro, alla misoginia, alla violenza, mentre manca un fattore educativo. L’educazione all’affettività, su come relazionarsi è una materia che andrebbe introdotta in maniera stabile con insegnanti preparati specificamente, che sappiano parlare ai giovani. Che molte volte non sanno come comportarsi. Manca la formazione ma addirittura l’informazione. Chiudere una compagna in un bagno non è bullismo ma violenza sessuale di gruppo con pene elevate. Occorre saper riconoscere i segnali di violenza, non solo fisica. La violenza psicologica non è amore. Come accettare di essere geo-localizzate e subire limitazioni alla libertà, con un concetto di proprietà.
Noi uomini diciamo che non ci rigurada perché non siamo violenti. Non è una questione privata ma sociale e riguarda anche gli uomini non violenti che dovrebbero isolare quelli violenti psicologicamente e fisicamente. In Spagna hanno speso un miliardo per iniziative di prevenzione culturale e le azioni violente sono calate del 30%. La civiltà del testosterone deve lasciare lo spazio alla cultura del rispetto. Contiamo su una nuova legge sulla violenza sessuale in discussione in Parlamento.
