Più di 2mila aziende italiane sono «quotabilissime» e il loro approdo in Borsa potrebbe avere un impatto significativo sull’intero sistema Italia. È questo il messaggio centrale lanciato da Fabrizio Testa, che ha anticipato un’analisi sul tessuto imprenditoriale nazionale destinata a mostrare «quale sarebbe l’impatto se una parte rilevante di queste imprese si aprisse al mercato». Per Testa, la quotazione è soprattutto «un partner di lungo periodo» per le aziende familiari, che oggi rappresentano il 60% delle società quotate. «Non significa cedere la proprietà» ha sottolineato, ricordando che la media del capitale aperto al mercato resta sotto il 30%, ben diversa dagli standard del private equity. La Borsa, ha spiegato, «dà struttura, lungimiranza e visione di lungo periodo, aiutando le imprese a rafforzarsi senza perdere il controllo». Testa ha inoltre evidenziato i progressi compiuti per rendere il percorso di Ipo più efficiente, anche grazie a strumenti come voto plurale, bonus Ipo e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di accompagnare le imprese verso una crescita più solida e duratura.
Fabrizio Testa (Borsa Italiana): Oltre 2mila aziende italiane sono quotabilissime

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