Le nuove generazioni dell’impresa familiare italiana sono molto più aperte rispetto al passato: meno attaccate al controllo assoluto, più disponibili ad alleanze, quotazioni e partnership finanziarie. È questo il messaggio lanciato da Giovanni Tamburi, che ha raccontato l’evoluzione del capitalismo italiano partendo dall’esperienza di Tamburi Investment Partners nel sostegno alle aziende innovative e alle startup « non solo di grandi gruppi come Ovs e Moncler». Tamburi ha ricordato la nascita del progetto dedicato all’innovazione, culminato nell’investimento in Digital Magics, oggi Zest, realtà che aggrega centinaia di startup. Per il finanziere, l’investitore moderno «non deve limitarsi a portare capitali, ma agire come “coach, mentor e partner” degli imprenditori». Un cambiamento che vede protagonisti soprattutto i figli e i nipoti delle famiglie industriali, oggi più inclini a condividere progetti, fare joint venture e aprirsi al mercato dei capitali. Tamburi ha anche invitato a superare il “mito della grande dimensione a tutti i costi”: «l’Italia – ha spiegato – ha dimostrato durante e dopo il Covid che medie e piccole imprese possono essere competitive». La sfida, quindi, non è diventare grandi per forza, ma trovare «la giusta dimensione» per affrontare i mercati globali senza perdere flessibilità e capacità innovativa.
Giovanni Tamburi (Tip): I giovani delle imprese familiari hanno più coraggio: vogliono aprirsi e crescere insieme

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