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Icam: quando la sostenibilità inizia dal controllo della filiera

Visite in azienda 2024
Pubblicato il 18 Aprile 2024

La storia di ICAM (da “Industria Cioccolato e Affini Morbegno”) nasce nel 1942 quando, in uno scenario post bellico, Silvio Agostoni rileva un laboratorio a Morbegno (Sondrio) per la produzione di dolci e caramelle e, con ingredienti di fortuna (zucchero, farina di castagne e un po’ di cacao in polvere) crea la “Torta Montanina”.
La “vera” storia di ICAM come fabbrica per la produzione di cioccolato ha poi inizio nel 1946 quando Silvio Agostoni, insieme ai cognati Giancarlo e Urbano Vanini, costruisce un piccolo impianto per l’estrazione dello zucchero dalle barbabietole essiccate: l’idea è quella di portare in tutte le famiglie un bene allora considerato di lusso, producendo cioccolato di qualità a un prezzo ragionevole. Dopo la prematura e improvvisa scomparsa di Silvio Agostoni nel 1961, le sue intuizioni vincenti vengono portate avanti dalla moglie, Carolina Vanini, coadiuvata dai suoi due fratelli Giancarlo e Urbano.
Negli anni Settanta subentra Angelo Agostoni (attuale presidente dell’azienda), figlio del fondatore Silvio, che intraprende diversi viaggi in Africa e in America Latina per apprendere le tecniche di coltivazione che le popolazioni locali si tramandano da secoli.

Partnership dirette con i contadini
L’azienda inizia a stringere accordi per l’acquisto del cacao direttamente dai produttori, migliorando la produttività delle piantagioni e le procedure di coltivazione del cacao. Prende così avvio il progetto di ricerca e selezione in proprio delle materie prime, che darà vita a numerose partnership con le cooperative di contadini impegnate nella coltivazione di cacao nei principali paesi produttori dell’Africa e dell’America Centrale. Alla fine degli anni ’80 entra in azienda anche Plinio Agostoni fratello di Angelo: laureato in ingegneria, entra in Icam dopo aver maturato una lunga esperienza in una storica azienda lecchese e trasferisce questa sua esperienza soprattutto nella produzione e logistica dell’azienda di famiglia.

Ogni ingrediente, una storia
Proprio dalla collaborazione e dai legami stabili instaurati con i coltivatori diretti e con le comunità locali nascerà il progetto “Chain ESG Risk Assessment”, con l’obiettivo di tracciare la storia di ognuno degli ingredienti utilizzati e avere un sistema di integrazione verticale che garantisce il controllo totale della filiera del cacao. “Questo ha portato a un duplice vantaggio: uno di prodotto, perché possiamo accedere al cacao che noi consideriamo di prima qualità, e uno etico, in quanto possiamo riconoscere ai coltivatori il prezzo corretto per la materia prima”, spiega Giovanni Agostoni, global marketing & sales officer ed esponente della terza generazione in azienda, che aggiunge: “Oggi il 97% dei fornitori di cacao e il 100% degli altri fornitori di materie prime hanno sottoscritto il nostro Codice Etico”.
L’impostazione della filiera integrata è stata anche fonte di diversificazione per ICAM, che in origine vendeva solo per il retail. “Oggi presidiamo questo canale con le tavolette e le praline a marchio Vanini, mentre con Icam Professional e Agostoni ci rivolgiamo ai professionisti del settore”.
Nel 2014, infatti, viene rilanciato Vanini come brand premium dell’eccellenza del cioccolato, riscoprendo antichi cacao provenienti da luoghi ancora parzialmente inesplorati come l’Amazzonia peruviana o l’Uganda.

Sulla strada degli Esg
Dal 2019 l’azienda inizia a pubblicare il Bilancio di Sostenibilità proseguendo il percorso di responsabilità che caratterizza da sempre il dna aziendale. L’azienda ha infatti integrato nelle proprie strategie di crescita i 17 SDGs dell’Onu e fa parte del Global Compact delle Nazioni Unite. Inoltre, ha investito in impianti e tecnologie per rispettare gli standard di produzione verde, a partire dallo stabilimento di Orsenigo (Lecco) inaugurato nel 2010. “La fabbrica lavora con un trigeneratore che, alimentato inizialmente da metano, genera l’85% del nostro fabbisogno di energia elettrica: il restante 15% lo acquistiamo dal mercato e solo da fonti rinnovabili”, spiega Giovanni Agostoni.
Un ulteriore esempio concreto in tale direzione è stata l’abolizione della plastica monouso con il Flowpack, una soluzione biodegradabile e compostabile, che utilizza per la prima volta materiali interamente bio-waste. Nel 2021 è stato costituito un team dedicato alla sostenibilità e nel 2022 è stata nominata per la prima volta la figura dello Chief Sustainability Officer con il compito di coordinare i team inter-funzionali impegnati a programmare e perseguire le strategie aziendali di “sostenibilità”, integrando gli obiettivi di business con obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
Oggi l’azienda fattura oltre 200 milioni di euro (quasi raddoppiati in un decennio, considerando che nel 2013 il fatturato era di circa 115 milioni di euro). Il fatturato a marchio proprio (con i brand Vanini, Agostoni e ICAM Professional) vale circa il 47% dei ricavi, la produzione per l’industria (burro, polvere, pasta di cacao, ndr) il 16%, e il restante 37% proviene dal private label. L’azienda esporta in 70 Paesi, e l’export vale oltre il 60% del giro d’affari.

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