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FILANTROPIA

Uk: I ricchi stranieri tornano all’estero e non finanziano più le fondazioni d’arte

Allarme tra le istituzioni e le charity britanniche per gli effetti della nuova legge "non dom" sul trattamento fiscale dei non residenti. E c'è anche l'effetto sulla crisi economica
Filantropia, News
Pubblicato il 14 Ottobre 2024

È solo la punta dell’iceberg, con il rischio che il fenomeno cresca di dimensioni e si allarghi ad altri settori. Il grido di allarme delle istituzioni e delle charity britanniche attive nel settore delle manifestazioni d’arte e della promozione culturale è rimbalzato sul Financial Times: gli stranieri ricchi che avevano scelto la residenza fiscale (non quella effettiva del domicilio) nel Regno Unito favoriti dalla legge sui cosiddetti non-dom (non domicialiati) stanno ritornando all’estero dopo la scelta del governo di rivedere gli sconti tributari. E una delle conseguenze è che le loro donazioni nel mondo dell’arte, importanti in un settore che vive proprio di questo, si stanno drasticamente riducendo mettendo in crisi mostre, fiere e mercati. Un segnale che, se allargato ad altri comparti del mondo no-profit, potrebbe portare a un generale impoverimento. Quindi non è solo un problema di minor affluenza di capitali che pesa sulla congiuntura economica generale, ma un trend negativo che sta mettendo in discussione molti progetti in un settore diventato una delle leve più importanti per il turismo nel Regno Unito.

«Quando i grandi donatori decidono di trasferirsi all’estero è difficile convincerli a darci contributi», si sono lamentati gli operatori al Frieze London contemporary art fair, che segnalano (come ha ricordato Caroline Douglas, direttrice della Contemporary art society) cali di centinaia di migliaia di sterline nelle donazioni negli ultimi mesi. Il fenomeno si inserisce in un trend di calo dlle donazioni del 3,35 negli ultimi anni.
Un esempio. Un filantropo (di cui non viene riferito il nome), che ha la doppia cittadinanza inglese e greca, ha detto che ora divide il suo tempo principalmente tra Grecia e Svizzera a causa del declino negli ultimi anni della qualità della vita nel Regno Unito. Aggiungendo che ora orienta il suo interesse di donatore più in Grecia che in Uk.
Non resta che sperare, è la convinzione degli operatori del settore, che la riforma del regime fiscale non-dom, considerato obsoleto dal governo britannico, porti a una nuova normativa competitiva a livello internazionale per i multi-milionari.

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