La nuova Ferrero, quella di Giovanni, 61 anni, figlio del fondatore ora a capo del gruppo, si può vedere negli spot programmati al Super Bowl 2026, l’evento sportivo più visto negli States e per questo con la pubblicità più costosa. Per il mercato consumer americano il segnale è chiaro: la Ferrero non solo scommette sul brand storico con la tavoletta di cioccolato Kinder Bueno, ma soprattutto investe per rilanciare il cavallo di battaglia di sempre della WK Kellogg, acquisita l’anno scorso per 3,1 miliardi di dollari, i cereali per la prima colazione, in questo caso con una nuova crusca d’uva, Sono 17 anni che la Kellogg’s non comprava uno spot al Super Bowl e questo annuncia una scossa al mercato, come segnala Bloomberg News in una ampia inchiesta sul colosso alimentare di Alba, diventato dopo un decennio di acquisizioni il terzo produttore mondiale di alimenti dolci (con marchi come Butterfinger, BabyRuth e i biscotti Keebler) accanto a Mondelez e Mars..
«Ferrero intravede importanti opportunità di contaminazione tra marchi europei e statunitensi, tra categorie alimentari e sfruttando la sua crescente presenza produttiva negli Stati Uniti», scrive Bloomberg. «Dopo aver acquistato Wells Enterprises , produttore di Bomb Pop e del gelato ipocalorico Halo Top, tre anni fa, Ferrero ha speso quasi mezzo miliardo di dollari per ristrutturare uno stabilimento nello stato di New York, dove ora produce gelati a marchio Nutella e Kinder». E a proposito di innovazioni, «è l’imminente il lancio di Nutella Peanut, una variante della crema spalmabile al centro degli 80 anni di storia di Ferrero. Per creare una versione specificamente pensata per i gusti americani, Ferrero ha aggiunto l’arachide al mix originale di cacao e nocciole, mutuando l’esperienza nel settore delle arachidi dal suo marchio Butterfinger (rilevato con la divisione dolciaria statunitense di Nestlé nel 2018). Nutella Peanut arriverà nei supermercati statunitensi in primavera».
Ferrero ha chiuso l’esercizio 2024-2025 (che non comprende WK Kellogg) con un fatturato consolidato di 19,3 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente con 36 stabilimenti produttivi e un organico globale di 48.697 dipendenti.
Nella foto in alto, Giovanni Ferrero, presidente del gruppo
